Le prossime comunali di Udine
Tra gli appuntamenti elettorali che terranno banco
nella prossima primavera inoltrata ci sono le elezioni comunali di Udine e, di
sicuro, si sa già che l'uscente sindaco Sergio Cecotti riproporrà la propria
candidatura.
Alla guida di chi non è, naturalmente dato sapere,
ma la cosiddetta anomalia udinese di sicuro sarà scontatamente simile a tante
altre realtà ove il cosiddetto "partito degli assessori" si ripropone in
blocco facendo quadrato attorno al sindaco che, esercitando il potere di
nomina garantitogli dalla legge n. 81/93, scelse a suo tempo i suoi fidi.
In questi anni ci si è esercitati proponendo
contorti ragionamenti politici secondo i quali: Cecotti è sì un iscritto della
Lega Nord, ma è un leghista anomalo. Ovvero un leghista, semplifichiamo noi,
che quando Bossi spara bordate di deriva reazionaria e xenofoba, fa finta di
non conoscere l'Umberto. Anche quando la vicepresidente della giunta regionale
Guerra ha affermato il suo no ai professori meridionali, Cecotti è lì, tutto
intento a guidare il comune di Udine. E d'altra parte, come ha dichiarato
recentemente, lui con la Guerra non ci parla da tempo.
A Roma direbbero che Cecotti o ci fa o ci è. O è
bravissimo a recitare la parte del "leghista per caso" e a trarne il massimo
profitto personale, oppure crede davvero in ciò che dice e quindi nella
caleidoscopicità della realtà politica.
Il secondo bizantinismo politico è dato dal fatto
che il nucleo fondante della giunta-maggioranza che regge il Comune di Udine
sarebbe dato dagli autonomisti. A questo punto s'impone una domanda:
nell'attuale giunta comunale ci sono esponenti del Movimento Friuli o di altre
sigle autonomiste? La risposta è uno sconsolato no. E allora?
Allora può succedere che, quando si somma A più B
otteniamo come risultato C e un fisico come Cecotti lo sa bene. Siamo proprio
sicuri che il nucleo fondante degli autonomisti, quelli che soli potrebbero
orgogliosamente dirsi del Movimento Friuli, ma anche altri autonomisti, tra i
quali chi scrive, i quali non si sentono in alcun modo rappresentati dal
padano Cecotti, faranno quadrato attorno al sindaco uscente? Siamo proprio
sicuri che Sergio Cecotti sarà l'unico candidato alla carica di sindaco
proposto da ambienti autonomisti?
Quella lista "Per Cecotti-Movimento Friuli" che
ottenne il 9,5 per cento al primo turno delle comunali '98, ovvero maggiori
suffragi delle altre due liste sostenitrici di Cecotti e quindi persino
maggiori voti di lista della Lega Nord, con l'andar del tempo è svaporata
nella sua autentica essenza autonomista e, nelle cronache dei giornali, è
finita col diventare "Lista per Cecotti", risultando egemonizzata in consiglio
comunale dal già comunista Renzo Pascolat che coll'autonomismo ci azzecca come
il due di coppe quando è briscola bastoni.
Le torte, per riuscire bene, devono avere un
ingrediente fondante che si chiama farina, nella nostra metafora il nucleo
degli autonomisti. Mescolandola ad altri elementi otteniamo un dolce
profumato. Ma se la farina manca o una
parte di essa si rifiuta di amalgamarsi? Se ci accorgiamo che, alla fine della
fiera, gli autonomisti storici non ci sono, che cosa succede?
Alberto di Caporiacco
Udine, 20.12.02
