Intervento sul p.6 all’Odg. del Consiglio

 

Approvazione Statuto

del Comprensorio Montano del Gemonese, Canal del Ferro e Val Canale

 

L’approvazione dello Statuto, entro i termini stabiliti dall’art.35 della L.R. n.33 del 20/12/02, istitutiva dei Comprensori Montani regionali, da parte di questo Consiglio, ci muove a fare alcune brevi considerazioni, che potranno essere ampliate ed approfondite in altra sede, sul metodo di lavoro adottato, sui contenuti politici che vi sono compresi e sulle finalità che anche in prospettiva esso rappresenta. E’ fuor di dubbio che questo è un atto di sovranità politica espresso dai Sindaci e dalle minoranze, che intendono perseguire il bene delle popolazioni dei rispettivi territori, con lungimiranza, con previdenza e con conoscenza dei propri limiti operativi e finanziari, in presenza di evidenti carenze istituzionali e legislative. La sensibilità verso la realtà dei problemi attuali e l’apertura alle prospettive di cambiamento e di riforme, ormai ineludibili, che investono tutti, singoli cittadini, realtà private ed enti pubblici, hanno informato questo lavoro, forse più che altri aspetti di merito. Il clima di collaborazione costruttiva creatosi per interpretare, se non per superare, l’inadeguatezza di una legge-ponte, nata senza chiarezza politica, ha richiesto notevoli sacrifici politici, in particolare alle minoranze, che hanno partecipato a questa costruzione, che è “un bene comune”. Ci soffermiamo su questo punto delle minoranze, quale passaggio fondamentale per la futura gestione democratica della cosa pubblica. La L.R. 33 ha recepito le minoranze come “male necessario” e la situazione giuridica rappresenta bene il concetto di “democrazia affievolita” se non addirittura d’inesistenza di democrazia, attuale. Questa situazione si deve alla non ancora completata trasformazione e modernizzazione dei Partiti politici tradizionali ed alla deleteria autoreferenzialità ed irresponsabilità politica degli addetti, nel senso che nessuno è tenuto a rispondere a nessuno, del proprio operato. Il presente Statuto ha, in qualche modo, tentato una soluzione politica, laddove sarebbe dovuta bastare una determinazione tecnica, nel considerare la futura partecipazione e rappresentatività delle minoranze in seno al Comprensorio. Questo tema potrà essere risolto con la crescita della politica in generale e, soprattutto, con una seria riforma delle Istituzioni Locali. Con l’istituzione della nuova Provincia dell’Alto Friuli, nel nostro caso.

Il metodo adottato dal Comprensorio nel redigere lo Statuto, è stato quindi estemporaneo, ma utile, ed i risultati ottenuti sono da accreditare al senso di responsabilità e di civismo personale degl’interessati, non ad una costruzione dei rapporti politici in senso stretto, come di norma.

In futuro non potrà più essere così, perché la gestione delle risorse disponibili e la gestione del potere democratico richiedono chiare e leggibili distinzioni. In quanto ai “contenuti politici” che sono stati inseriti nel “contenitore vuoto”, creato dai professionisti incaricati del lavoro di base e più burocratico, si può dire che sono descritti innanzi tutto sotto forma di pensiero, nella “Premessa” dello Statuto. Quivi le considerazioni sulla realtà spazio/territorio e sull’entità storico/temporale, lasciano intravedere un cambiamento nella visione della vita futura della nostra società. Il binomio inscindibile popolazione/territorio dovrà trovare al più presto un equilibrio stabile, in modo che la popolazione non debba più fuggire dalla propria terra d’origine a causa dell’insicurezza della propria vita e per il peso dell’ingiustizia sociale riscontrabile nel visibile divario di fruizione dei servizi, delle risorse e delle opportunità che rendono normale il vivere in altre parti della nostra regione. C’è infine da considerare, in modo positivamente propositivo, lo spirito di questo Statuto, che vuole essere una propensione alla gestione diretta ed autonoma di spazi politici che attualmente fanno parte d’iniziative e di principi delegati, non più sostenibili. Si vuole promuovere e far affermare, nell’attesa della maturazione dei tempi e dell’attuazione di politiche riformatrici degli Enti Locali, una presa di coscienza ed una consapevolezza di sé, che rafforzi l’identità ed il potere contrattuale del Comprensorio, inteso anche come sommatoria delle sovranità comunali che rappresenta e delle quali (il Comprensorio) non può più, per evidenti necessità operative e di merito, ritenersi solo un ente delegato, come sin qui stabilito dalla Legge.

Pontebba li, 16 dicembre 2003.                                               Claudio Sangoi

                                                                                 Consigliere del Comprensorio.